14/04/2017 10:22

Roma-Atalanta, Caniggia: "Scudetto impossibile per i giallorossi. Gomez mio erede"

L'ex calciatore argentino ha parlato anche dei suoi ricordi da calciatore



ATALANTA ROMA CANIGGIA / Claudio Caniggia, ex attaccante di Atalanta e Roma, ha parlato della sfida di domenica e dei suoi ricordi da calciatore: "Se ricordo il gol a Italia '90? Certo, e rispondo che sono stato bravo io. Zenga non ha colpe, anche fosse rimasto in porta non so se l’avrebbe parato. Era un’azione veloce - spiega alla 'Gazzetta dello Sport' - Sorpreso dall’Atalanta? Un po' sì. La seguo sempre, l’ultima partita che ho visto è stata quella di 'San Siro' con l’Inter, un incidente di percorso. Sta facendo un campionato spettacolare. Mi hanno stupito soprattutto Conti e Caldara, giocano in modo naturale, hanno dimostrato di avere una forte personalità. Nuovo Caniggia in giro? Sinceramente non ne vedo. Anzi, forse sì: è il 'Papu' Gomez. E' imprevedibile, forte nell’uno contro uno. Può fare l’ala come me, la seconda punta o il trequartista. Certo, fisicamente ci assomigliamo poco. Atalanta in Europa? Sì, ma sarà decisiva la partita col Milan".

LA GARA - "Come finisce all’'Olimpico'? Direi pari: va bene soprattutto all’Atalanta. Se la Roma può sperare nello scudetto? Impossibile, la Juve è troppo forte, troppo solida. Totti? Quando veniva ad allenarsi con noi si intuiva già che avrebbe fatto una carriera fantastica, Per questo non capisco il senso di farlo giocare pochi minuti. Lui merita un altro finale, non deve farsi compatire. Bisogna saper scegliere il momento di chiudere".

DOPING - "Squalifica per doping? Ho sbagliato, ho pagato. Ma la punizione è stata esagerata, non era un inganno. La cocaina non ti fa giocare meglio. Avrebbe avuto più senso una squalifica inferiore e un periodo ai servizi sociali, come succede negli Stati Uniti. C’è il doping nel calcio? Mah, posso dire che oggi nel calciatore c’è più professionalità di prima, più conoscenza. Anche se non mi piacciono certe cose: manca il contatto umano con i giocatori, quando c’è un evento entrano da una porta di servizio per non farsi vedere. Come se vivessero in un mondo di cristallo. Intoccabili".

 

M.D.A.



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